Il nuovo consiglio dell’Aero Club Milano

Il 3 marzo scorso i soci dell’Aero Club Milano hanno eletto il nuovo presidente e il nuovo consiglio direttivo.
Il gruppo è formato in parte da ex delegati, una figura nuova all’interno del club, nata su proposta di alcuni piloti di lungo corso per allargare il consiglio con soci dedicati appunto a determinati compiti: quali gli affari legali, la comunicazione, gestione finanziaria, iniziative soci e internet.
Chi scrive era il delegato al web e ai social media, funzione rientrata nelle competenze del consiglio.
Tra i tre ex delegati che sono entrati in consiglio, figura il presidente Antonio Giuffrida che è stato eletto al vertice del sodalizio con 83 preferenze su 115 votanti. Unica conferma è il vicepresidente Gianni Rovera, mentre gli altri due delegati nuovi al ruolo di consigliere sono Massimo Ferrario, professionista della televisione e Cosimo Pieri, ex dirigente nel campo informatico, affiancati da Francesco Leoni, author in Publitalia e Guerrino Cesarato.

In questo breve articolo cercherò di evidenziare come il ruolo dei delegati abbia contribuito al superamento di un anno difficile, il 2015, ma, pur trovando conferma nella scelta di alcuni delegati “premiati” con il ruolo dirigenziale, non sia stato sufficiente a far crescere il numero di soci e le ore volate.

Cominciamo dai dati grezzi, purtroppo solo approssimativi. Aero Club Milano ha volato nel 2014 oltre 4.000 ore, mentre nel 2015 si è fermato a 3.700/3.800 (non conosco i dati precisi), i soci sono passati da oltre 200 a poco meno di 200, con un numero di allievi piloti variabile come sempre.

Vediamo quali sono state le principali cause che hanno determinato questi dati. Nei primi 5 mesi dell’anno:

1) ENAC ha chiuso la zona acrobatica, impedendo corsi di volo acrobatico e il normale allenamento dei piloti acro
2) Il TAR Lombardia ha respinto la richiesta di sospensiva delle gare di appalto relative a Bresso
3) Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del TAR
4) ENAC ha disposto lo sgombero dell’officina tramite le forze dell’ordine, officina riaperta in brevissimo tempo, ma a maggior costo, presso l’aeroporto di Milano Linate
5) ENAC ha disposto la chiusura dell’aeroporto per EXPO 2015 dal 28 aprile al 24 agosto, poi riaperto con un’estesa no-fly zone a ovest del campo.

Indipendentemente dalla correttezza o meno di questi provvedimenti, è facile capire che era impossibile riuscire a confermare la passata stagione. Non solo, nel breve periodo di chiusura totale dell’aeroporto di Bresso, Aero Club Milano ha volato con solo 5 aerei, tre Cessna e due Piper, su una base esterna, a Valbrembo.

Torniamo ora ai delegati e analizziamo le loro funzioni.

Antonio Giuffrida, il nuovo presidente, avvocato e professore di diritto, aveva il compito di seguire gli affari legali, compito che ha portato a termine garantendo la continuità operativa del club e della scuola di volo.

Massimo Ferrario, responsabile delle comunicazione, ha diretto il sottoscritto nelle comunicazione online, strutturando il linguaggio utilizzato nelle descrizione delle attività del club, rinnovando il “Chi siamo” dell’aero club e della scuola di volo, con descrizioni vincenti e accattivanti, introducendo le linee guida da utilizzare sui canali social e per quanto riguarda la parte video, grazie anche ai consigli del giovane regista e pilota Mattia Costa, per la realizzazione di brevi filmati realizzati da giovani soci del club.

Cosimo Pieri ha programmato un buon numero di serate sociali, cena delle aquilette inclusa, presentate sempre con ineguagliabile professionalità da Massimo Ferrario e diverse aerogite, come le chiamiamo a Bresso, che hanno visto la partecipazione di tanti soci e conclusesi a inverno inoltrato, il 22 novembre, con sei aeroplani del club, più due privati, atterrati sull’aeroporto di Asiago.

Luca Michelon che ha curato il marketing, elaborando il database dei soci e ex soci, pianificando campagne di email marketing e grafica anche in occasione dell’open day di settembre.

Infine Marco Fumagalli nel ruolo di assistente alla gestione finanziaria, pur lamentando poca collaborazione da parte del precedente direttivo.

Il sottoscritto, come detto prima, ha cercato di diffondere online, l’attività del club, grazie all’aiuto di tanti soci che hanno acconsentito alla condivisione delle proprie foto e dei propri video che raccontavano i voli fatti in Italia e all’estero con gli aerei del club.
Non sono riuscito a raggiungere l’obiettivo di almeno tre filmati “professionali” annuali, ma sono state messe le basi per la grafica introduttiva, lo scudo che scorre con il relativo “jingle”, il rombo di un aeroplano.

Ruoli e attività supervisionate dal costante supporto del vicepresidente Gianni Rovera.

Ecco nonostante una considerevole attività “bénévol” dei delegati, affiancati da molti giovani, il club ha accusato un calo, sicuramente giustificato in parte da fattori esterni imprevedibili come descritto nella prima parte di questo articolo, fattori che fortunatamente non dovrebbero più accadere, ma sicuramente da aspetti organizzativi precari che il nuovo consiglio dovrà assolutamente migliorare per dare al club la giusta spinta per continuare a volare alto.

90 anni di Aero Club Milano

Non ci si annoia mai! Questo il bello dell’Aero Club Milano.
Nato nel 1926 per “ordini superiori” il piccolo Aero Club “Pensuti” si è dovuto inventare un grande aeroclub, negli anni 30 i soci erano oltre 1000, solo un centinaio i piloti, ma subito l’impresa di mantenere in comune accordo un elevato numero di teste si è rivelata difficile e dopo solo tre anni il club è stato commissariato.

Poi la seconda guerra mondiale ha interrotto l’attività aeroturistica e sportiva e solo nel 1948, terminati i divieti imposti dagli alleati si è potuto ripartire con una sottoscrizione e l’acquisto dei primi due velivoli, due Piper J3, I-MALO e I-MALU. Tra gli “Amici dell’Aero Club Milano”, come si facevano chiamare i rifondatori, alcuni dei piloti presenti il giorno della nascita, il 13 settembre 1926, Guagnellini, Gavazzi e altri.

Nei primi anni ’50 i volovelisti si separano per esigenze operative, mentre nel 1960 avviene il trasferimento dall’aeroporto di Linate, in forte espansione di traffico commerciale, a quello più piccolo di Bresso.
Il club cresce e dopo aver aver seguito i primi “piani rinnovi flotta” dell’Aero Club d’Italia con l’acquisto di Siai Marchetti S-205, Partenavia P66 e P68, inizia a fare di testa sua, incentrando l’acquisto degli aerei su due case americane che dominavano il mercato aeronautico occidentale: Cessna e Piper. Questa scelta è corretta, negli anni ’80 si acquistano aerei usati anche negli USA, poi a metà anni ’90 si passa al nuovo con alcuni nuovi Piper PA28 e l’arrivo in due esemplari della versione R del Cessna 172, appena rientrata in produzione dopo alcuni anni di fermo.
Intanto i piloti di Milano primeggiano, guidati dal fuoriclasse Dallan, nell’acrobazia a motore e la scuola sforna pilota acrobati con Mudry CAP10.

Poi a metà anni 2000 Aero Club Milano, grazie ad una scelta lungimirante del direttivo, è tra i primi a dotarsi di aerei con avionica digitale Garmin G1000 apprezzati dai soci dopo una prima tiepida accoglienza.
Dopo il 2010 comincia quella che viene definita una “guerra” tra club, di cui abbiamo trattato in cui questo blog e su cui non torneremo.

Nel 2012 viene scelto per il rilancio dell’aeroclub il Czech Sport Aircraft PS28, la serata per la sua introduzione in flotta è una di quelle che non si vedevano da anni con un buffet negli hangar al tramonto.
Qualcuno prova a chiamare i Carabinieri per rovinare la festa che prontamente arrivano dal raccordo della pista 36 con un Fiat Punto e “fermano” il sottoscritto con il figlio di 8 anni, due parole, capiscono e fanno dietro-front.

Ma il progetto PS28 per attirare nuovi soci ad un costo inferiore si rivela un fallimento. A me ha ricordato molto il progetto World Class PW5 nel volo a vela, nato con lo stesso scopo e naufragato miseramente.
Nuovi soci, anche giovani arrivano nel frattempo all’Aero Club Milano, ma volano sugli inossidabili Cessna 172M e sui nuovi con avionica digitale. L’uso del PS28 che nel volo ultraleggero gode di un notevole successo, a Bresso, è quasi nullo.

Nel frattempo il mondo è cambiato. L’Europa impone la libera concorrenza e i funzionari di ENAC, ligi al dovere, mettono all’asta le strutture dell’aeroporto di Bresso e di altri aeroporti. Si salvano, per il momento, quello di Rieti e pochi altri. Circa metà delle strutture, inclusa l’officina, la segreteria, la presidenza e un’aula didattica, vengono sottratte al club e rimangono lì abbandonate. Segno che non sempre il diritto comunitario aiuta!
Il turbocapitalismo crea ricchezza un po’ ovunque, ma trovare nuovi soci con la capacità di spesa necessaria a conseguire una licenza aeronautica anche a Milano non è così facile. Le statistiche dicono che anche volo a vela e volo ultraleggero, più accessibili, sono in contrazione da anni.

A breve si terranno nuove elezioni per scegliere il nuovo consiglio e il nuovo presidente che rimarranno in carica solo pochi mesi per poi doversi rimettersi di nuovo in gioco come insegna lo statuto tipo degli aeroclub. I candidati sono due un pilota con oltre 45 anni di attività, Gianandrea Caravatti, e un avvocato professore di diritto appena brevettato, Antonio Giuffrida. Entrambi propongono una rifondazione del club, come ne hanno già viste tante i soci, ma difficile capire come riusciranno in questa impresa. Impossibile dire chi vincerà questa piccola competizione.
Ma l’Aero Club Milano ancora una volta prova ad innovare. Presentazione dei candidati tramite email e social network e cena una settimana prima delle elezioni per presentare, in stile talk show, i candidati, la loro squadra e i loro programmi. Cose mai viste negli aeroclub.
L’avventura continua.

L’Aero Club Bresso stenta a decollare

In questo articolo vorrei fare il punto sull’attività dell’Aero Club Bresso, in quanto mi è stato rimproverato (non molto amichevolmente) da uno dei soci di non averne seguito l’attività.
In realtà non è così ho seguito i loro primi passi, ma verso la metà del 2013 decisi di non trattare più la diatriba tra Aero Club Milano e Aero Club Bresso e così questo blog non ha visto aggiornamenti in merito.
Vediamo di accontentare il pilota Massimo Giuseppe Agliati, socio del club e “registrant” del dominio aeroclubresso.net (come ricorderete i due nomi a dominio aeroclubbresso.com e aeroclubbresso.it sono mantenuti dal sottoscritto in funzione SEO da prima che nascesse il loro club).

I soci dell’Aero Club Bresso sono, secondo voci di hangar, una trentina.

Tra questi alcuni tra i migliori piloti sportivi presenti in Italia come Matteo Barbato che ha ottenuto la vittoria in avanzata al campionato italiano e un’ottima posizione in due prove del campionato del mondo di volo acrobatico a motore su aereo CAP 232 e la venticiquesima posizione finale, Rodolfo Natale (52 ai WAAC 2014) su CAP 231, Gianfranco Cillario, terzo nella categoria illimitata al campionato italiano e Marco Bosoni.
Mi scuso se dovessero esserci altri soci sportivi, ma non seguo più le gare di volo acrobatico dal 1992 e non ho mai comprato la rivista JP4 che per alcuni anni ha seguito e forse segue ancora queste gare.

Tra i soci dell’Aero Club Bresso ce ne sono alcuni che hanno fatto gare di rally. Mi sembra di ricordare Dante Frigerio (uno dei consiglieri) e Stefano Cristiano Franzosi (revisore), ma anche in questo caso potrei sbagliarmi
perchè le gare di rally aereo proprio non le ho mai seguite!

Gli istruttori di volo sono almeno tre: Agostino Arosio, didattica un po’ rude, ma impareggiabile capacità a trasmettere tutti i segreti del volo, Marco Lorenzi, un pilota Alitalia con un sano spirito imprenditoriale (sua la scuola di volo C.DO che per un paio d’anni ha operato su Bresso, salvo poi essere “allontanata” sul meno frequentato aeroporto di Voghera) e Maurizio Costa, pilota Alitalia e istruttore acro.

Solo due parole per la famiglia Corte, il papà Andrea, avvocato, già presidente dell’Aero Club Milano, di AOPA Italia e ora consigliere di ENAV e le figlie Elena e Paola anch’esse presumo socie del nuovo club.
Dalla pagina facebook del club si apprende che Paola ha volato in Belize l’estate scorsa, lo terremo presente nel computo delle ore volate.

Tra i soci ci sono sicuramente giudici di gare e direttori di manifestazione in quanto il club ha organizzato il campionato italiano di volo acrobatico e una manifestazione aerea a cui hanno partecipato le Frecce Tricolori, ma non so dirvi di più.

Il presidente dell’Aero Club d’Italia Giuseppe Leoni e il presidente dell’Aero Club Bresso Andrea Corte hanno offerto lo status di socio onorario all’ufficiale pilota e astronauta Samanta Cristoforetti. In merito vi beccate “no comment” per carità di Patria da parte mia.

Parliamo della flotta aerea o meglio della mancanza di un flotta.
L’Aero Club Bresso non ha una flotta aerea, infatti i tre velivoli elencati nel sito web non appartengono al sodalizio. Il Cessna I-AFAF dovrebbe essere della Orio Air Services e affittato per 100 ore l’anno dal club, 100 ore che pare non siano state effettuate con conseguente rinegoziazione del contratto, di cui non so dirci i particolari.
Il bimotore Piper Apache, soprannominato Gommolo, dovrebbe appartenere all’avv. Corte e ceduto al club “benevol” ma anche queste informazione è da prendere con le pinze perchè non ho voglia di cercare nei vari registri online.
Il PS-28 viene affittato dalla società Fedair.
Io provengono dal volo a vela, dove la maggioranza dei piloti vola con aliante privato, quindi considero questi parte del club. Purtroppo viviamo in un paese dove si cerca di non mostrare per quanto possibile la proprietà di un aereo e infatti i velivoli privati, utilizzati soprattutto nel volo acro, nel sito del club non vengono menzionati.

Le ore di volo nel 2013 sono state poche, difficile quantificarle perché molti soci dell’Aero Club Bresso volano appunto su aerei privati, rimane il mancato target delle 100 ore da parte del Cessna 172 che dovrebbe rappresentare il perno dell’attività. Interessante il volo in Belize della consigliera Paola Corte, ma difficilmente avrà superato le 20/30 ore nell’arco di una breve vacanza.
Si può ipotizzare un totale complessivo di 450 ore, ammettendo un media di 15 ore a socio o 600 ore nel caso la media ore raggiunga 20 ore. Ma quest’ultimo numero è difficile da raggiungere (per loro).

L’Aero Club Bresso (30 soci) ha fatto di tutto per sottrarre spazio all’Aero Club Milano (240 soci, oltre 20 aeroplani in flotta più aerei privati) e ci sta riuscendo. ENAC ha emanato diversi bandi di gara per l’assegnazione delle strutture sull’aeroporto di Bresso. Cosa ne penso l’ho scritto nel precedente articolo, qui voglio solo sottolineare il “piccolo” conflitto di interessi nel ruolo dell’avv. Andrea Corte, presidente dell’Aero Club Bresso e consigliere di ENAC che fa di tutto (comprese due chiusure forzate) per mettere in difficoltà l’Aero Club Milano.

Sono a conoscenza di quattro piloti che hanno abbandonato l’Aero Club Milano, ma che non hanno seguito piloti dell’Aero Club Bresso nonostante il “basso” costo della quota sociale. Uno ha scelto di volare a vela a Calcinate, due hanno preferito altri club lombardi, l’Aero Club Brescia e l’Aero Club Varese di Venegono e un altro ancora il più lontano e oltre confine Aero Club Lugano, dove mi si dice sia giunto un aereo Cirrus, praticamente assente nei club italiani. Per ragioni di privacy ovviamente non posso fare i nomi, ma evidentemente l’offerta dell’Aero Club Bresso non era poi così allettante!

Mi sembra di non aver dimenticato nulla, rimane il mio giudizio molto negativo su questo sodalizio come già scritto in precedenti articoli.

Gli hangar di Bresso, un bene dei cittadini, non di ENAC

Lunedì gli hangar dell’aeroporto di Bresso andranno all’asta. Sul sito di ENAC potete leggere i diversi bandi di gara emessi per la scelta del o dei vincitori (http://www.enac.gov.it/Canale_di_servizio/Bandi_di_gara/index.html).

Io sono convinto che i bandi di gara relativi alle strutture occupate dall’Aero Club Milano siano tutti illegittimi.
Sia ben chiaro io non sono un legale e quindi quella che vi presento è solo la mia umile opinione.

Definiamo qual è la funzione di ENAC: ENAC è un ente governativo che ha come missione la tutela e la promozione dell’aviazione civile in Italia.
Copio, “La missione pone in evidenza gli obiettivi primari del mandato istituzionale: la sicurezza, la qualità dei servizi, la tutela dei diritti, l’equa competitività, per concorrere in tal modo allo sviluppo del settore aereo ed allo sviluppo economico dell’intero Paese.
La sicurezza dei voli, che mantiene un ruolo prevalente, viene perseguita sia sul fronte della safety, mediante la definizione di standard e requisiti di sistema finalizzati alla prevenzione, sia su quello della security, contribuendo alla salvaguardia dagli atti illeciti.
La tutela dei diritti e la qualità dei servizi si riferiscono all’azione regolatrice, propulsiva e sanzionatoria, ed all’azione di garanzia nei confronti dei diritti del passeggero e degli standard di qualità, che devono essere rispettati da tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore.
Con equa competitività si intende riferirsi alle modalità dell’azione regolatrice degli operatori aeronautici affidata all’Ente, indirizzata alla realizzazione di condizioni per una maggiore competitività che consentano di migliorare l’efficienza economica dell’aviazione civile nazionale.”

Andiamo a vedere le varie funzioni che esercita l’Aero Club Milano: l’aeroclub è un’associazione privata di piloti (per volo turistico e/o sportivo acrobatico) sottoposta a determinati vincoli previsti dallo statuto dell’Aero Club d’Italia, ma non solo, tramite una scuola certificata da ENAC permette ai cittadini italiani o a chiunque risieda nell’area metropolitana milanese di conseguire le licenze di pilota privato o commerciale di aeroplano e le relative abilitazioni. Inoltre tramite personale specializzato e certificato assicura il servizio di informazioni ai naviganti, il pronto soccorso e il servizio antincendio.

Proporre quindi dei bandi di gara in cui non ci sono dei requisiti minimi da rispettare, tipo “il richiedente deve essere un aeroclub con una flotta aerea e scuola certificata ENAC come il precedente concessionario e assicurare determinati servizi” tradisce quelli che sono i principi guida di ENAC stessa e potrebbe togliere quelle che sono delle opportunità per i cittadini milanesi e non solo: sicuramente una flotta di oltre 20 aerei per volo turistico e sportivo e una scuola di volo in grado di fornire tutte le licenze e le abilitazioni del volo a motore.

Ancora. Non assegnare una sorta di prelazione all’associazione che per tanti anni ha garantito l’apertura dello scalo di Bresso e ha acquisito mezzi, strumenti e formato personale significa insultare il lavoro, a volte a titolo gratuito, e l’investimento fatto da piloti appassionati in tanti anni di associazione.

Insomma, rispetterò e sosterrò quella che sarà la scelta del presidente dell’Aero Club Milano, il mio presidente, in merito a questi bandi, ma quella di ENAC è una porcata (indotta da chi lo sappiamo tutti) che non mancherò mai di denunciare…
Specie se a vincere sarà un “aeroclub” senza flotta aerea e senza scuola di volo o una società improvvisata senza alcuna attività pregressa.

L’Aero Club Milano comunica la riapertura dell’aeroporto di Bresso al traffico aereo

E’ stato riaperto al traffico aereo, dopo la chiusura decisa dalla DCA di Linate avvenuta in seguito agli atti vandalici di venerdì 5 aprile, l’aeroporto di Bresso. Lo comunica l’Aero Club Milano, che ha sede presso l’aeroporto stesso e che ha predisposto tutte le misure necessarie per mettere in sicurezza gli hangar e gli spazi comuni.

“Gli organi competenti stanno tuttora indagando per individuare i responsabili di questo atto increscioso – commenta il Presidente dell’Aero Club Milano, avvocato Paolo Franzo – su questo insano gesto, i cui autori sono ancora ignoti, qualcuno non ha mancato di dar vita a una forte campagna denigratoria nei nostri confronti; negli ultimi giorni siamo stati ingiustamente associati agli autori degli atti vandalici, mentre i veri danneggiati da tutta questa triste vicenda siamo stati soprattutto noi. L’inattività per 6 giorni in questo periodo, dopo aver attraversato momenti non facili, non ci ha certamente aiutato così come il fatto che il tutto sia avvenuto proprio la vigilia di un evento importante come il Fly & Rescue Marathon vanificando il lavoro di decine di collaboratori. Come Aero Club Milano ci auguriamo che le forze dell’ordine – che stanno conducendo le indagini – riescano ad individuare al più presto i colpevoli assicurandoli alla giustizia”.

Nato nel 1926, l’Aeroclub Milano è la più antica e blasonata scuola di volo del nostro Paese ed ha sede e strutture presso l’aeroporto di Bresso. Situato a soli 5 chilometri dal centro di Milano, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, in auto e in treno, immerso nel verde del Parco Nord.

E’ proprio dalla pista di Bresso che durante la Seconda Guerra Mondiale decollavano i caccia a difesa della città di Milano e prima ancora, agli albori dell’aviazione, partirono raid e ardite imprese aeronautiche che si spinsero in tutto il mondo. Con gli anni Sessanta, l’Aeroclub vive una grande espansione divenendo la più importante scuola di volo italiana. Attualmente la scuola conta 22 aerei a disposizione dei soci: dal classico Cessna “ala alta” agli aerei acrobatici per “categoria illimitata” e ai “bimotori” per il volo strumentale.

Per ulteriori informazioni sull’Aero Club Milano: www.aeroclubmilano.it

 

Idro, il viaggiatore

E’ disponibile in streaming video la prima puntata di “Idro, il viaggiatore” ideato da Luigi Marangoni e diretto da Mattia Costa su rai.tv

Dall’ufficio stampa RAI: “Un aereo è insieme il corpo e l’anima di chi lo pilota, e il volo è un viaggio mentale oltre che fisico: un viaggio attraverso il pensiero oltre che nell’aria. Ma imparare a volare è un’esperienza complessa e una scuola di vita, come dimostra “Idro, il viaggiatore” il nuovo programma in dieci puntate, in onda su Rai5 il venerdì alle 22.45, a partire dal 5 aprile.
Protagonista Elena Fergnani, una giovane pilota di alianti che, dopo aver preso l’abilitazione per guidare un idrovolante, inizia a fare esperienza con Cesare Baj, pilota esperto che le insegna a volare da sola. Accanto a loro Luigi Marangoni, autore e regista teatrale, che interpreta il ruolo di un pilota degli anni Trenta, alla guida dell’idrovolante Caproni C.A. 100, l’unico esemplare del suo genere al mondo attualmente in grado di volare. Il suo viaggio, parallelo a quello di Elena, è un percorso nella memoria e nella vita, oltre che una riflessione sul senso del volo, condotta anche attraverso la poesia di autori come Omero e Walt Withman.
Il loro sguardo spazierà nell’incredibile paesaggio lombardo, dal Lago di Como, all’isola di Pusiano, dall’Adda alle montagne della Grigna, fino a Bellagio. Un viaggio accompagnato dalla musica dell’Out Loud Trio, formato da Paolo Censi, Giordano Rizzato e Marco Brambilla, che hanno realizzato la colonna sonora jazz del programma.”

Vi segnalo anche il bel video realizzato da Elena Fergnani ai campionati juniores di volo a vela in Finlandia nel 2009.

 

 

Andrea Corte… per favore accetta il Cessna 172 dell’Aero Club Milano

Non conosco Andrea Corte di persona, ma mi permetto di dargli “del tu”, come mi hanno insegnato a Calcinate.

Io ho iniziato a volare con Andrea Corte presidente dell’Aero Club Milano, poi per un lungo periodo mi sono dedicato al volo a vela (con scarsi risultati, non ditelo a nessuno), ma ho seguito la sua costante carriera aeronautica, ammirando la sua tenacia per la diffusione in Italia del volo sportivo, prima come presidente di aeroclub, di AOPA, poi come collaboratore del nuovo presidente AeCI e infine come consigliere ENAC.

Non vi so dire come abbia raggiunto questi vertici perché quando ero giovane bigiavo le assemblee del club e, all’ultima, in cui l’ho visto candidarsi alla presidenza ha farfugliato pochi concetti sconnessi, rimediando una sonora sconfitta. Scrive decisamente meglio.
Si è presentato senza una precisa strategia e ha commesso errori che non avrebbe fatto un allievo pilota, socio del club da pochi mesi.

Decisamente più combattiva è la figlia Paola, avvocato come il papà, sia dal vivo sia sui social network, in grado di contrastare gli avversari più ostici.

Andrea Corte ha sicuramente fatto del bene, sia in passato sia recentemente all’Aero Club Milano, ma qualche volta nella vita si sbaglia, così come con l’amico Giuseppe Leoni ha sbagliato a gestire i rapporti con l’Aero Club Vergiate, l’Aero Club Centrale Volo a Vela e la Scuola Nazionale Elicotteri di Lugo, più forse qualcun altro che non conosco.

E credo che abbia sbagliato, pochi mesi fa, quando ha deciso lo “spin off” di una minoranza di soci con la nascita dell’Aero Club Bresso.

Come avrai capito, Andrea, io non sono bravo nella sottile arte diplomatica, dico quello che penso e, naturalmente, anche io sbaglio continuamente.

Forse sbaglio anche adesso, ma ho appreso, poco fa, da una email che hai rifiutato il prestito di un Cessna 172 dell’Aero Club Milano. Così mi permetto di suggerirti di accettare la proposta di Paolo Franzo e Paolo Gavazzi, non per te o gli amici che ti hanno seguito, ma per cominciare un percorso di pace tra il tuo nuovo club e l’Aero Club Milano e concludere questa stupida “guerra di Bresso” che fortunatamente ha provocato solo qualche danno ad alcuni aerei.

Tutte le volte che ho visto uscire, con le proprie gambe, un pilota da un aereo distrutto l’ho abbracciato come un fratello.
Credo che l’offerta che ti è stata fatta, abbia lo stesso valore.

Bob Manzaroli

Ho conosciuto Bob nel 1988, avevo 17 anni, lui, vicepresidente dell’Aero Club Milano, era un uomo pragmatico, capace e amato da tanti soci. A lui è dedicato il più moderno e avanzato aereo dell’Aero Club Milano, aereo che è nella flotta del club grazie alla sua volontà e alle sue capacità.
Aveva a cuore il bene della nostra associazione e mai, sottolineo mai, avrebbe accettato che un 10% dei soci si dividesse e creasse un altro club con il nome “Bresso”.

Perchè l’Aero Club di Bresso da sempre è l’Aero Club Milano!

Avrebbe quindi contrastato una simile associazione con mezzi legali proprio come sta facendo l’attuale presidente Paolo Franzo, con un ricorso al TAR Lombardia contro il nome utilizzato e l’assegnazione di 500 mq di hangar per una flotta di uno/due velivoli.

Gli atti vandalici che ha subito l’Aero Club “Bresso” non giustificano l’utilizzo del suo nome come ha fatto l’avv.Andrea Corte  in un comunicato dove ha dichiarato che l’Aero Club Milano avrebbe dovuto cambiare in Aero Club “Bob Manzaroli”, salvo poi scegliere “Bresso” per il suo nuovo sodalizio!

Gli atti vandalici, il cui autore è ancora sconosciuto, non giustificano l’utilizzo della sua immagine come riportato nella seguente immagine tratta da un social network, pubblicata da un responsabile dell’Aero Club “Bresso”.

Questi atti vandalici creano un danno molto maggiore all’Aero Club Milano.

Se dovesse persistere la chiusura dell’aeroporto, quest’associazione rischia di chiudere e i suoi dipendenti rischiano di perdere il proprio lavoro.

Una tale situazione sarebbe stata l’ultima cosa che avrebbe voluto Bob, quindi ricordiamoci di lui per la sua simpatia e per come aveva fatto diventare grande l’Aero Club Milano.

Aeroporto di Bresso, un bene prezioso da difendere

Venerdì notte ignoti hanno seriamente danneggiato i due aerei dell’Aero Club Bresso, un monomotore Cessna e un bimotore Piper, due velivoli privati di proprietà della società Fedair e di un pilota professionista.

I vandali hanno ottenuto due risultati: la messa a terra di tutti i piloti utenti dell’aeroporto, danni economici e patrimoniali per l’aeroclub, la società  e il pilota proprietari degli aerei colpiti.

ENAC ha, infatti, emesso un Notam di chiusura dell’aeroporto di tre mesi che, se dovesse persistere, causerebbe un danno incalcolabile sia per i club, Bresso e Milano, sia per la società Fedair.

I giornali di oggi riportano la notizia con l’opinione dell’Avv. Paola Corte, socio pilota dell’Aero Club Bresso, che inquadra il fatto nelle lunghe e dannose diatribe che hanno caratterizzato gli ultimi anni di vita dell’Aero Club Milano.

Io preferisco attendere le indagini delle forze dell’ordine e dei magistrati.

Dopodiché, convinto che questo campo di volo sia un bene pubblico da salvaguardare, cercherò di formare un’associazione indipendente, un Comitato Piloti dell’Aeroporto di Bresso per difendere, promuovere e sviluppare questa storica struttura aeronautica.

Fly & Rescue Marathon, volare per beneficenza

Si chiama “Fly & Rescue Marathon” e avrà un preciso connotato benefico il nuovo Open Day promosso dall’Aeroclub Milano che si terrà sabato 6 aprile a partire dalle ore 10.00 fino alle ore 18.00.

Grazie al successo registrato dalla prima edizione dello scorso dicembre, l’Aeroclub Milano ha deciso di bissare l’appuntamento per avvicinare al volo tutti gli appassionati ma anche coloro che vogliono superare la paura di volare, proponendo un nuovo Open Day abbinato a un raduno di piloti e ad una raccolta di fondi da devolvere in beneficienza. I 310 soci della più grande e antica scuola di volo in Italia hanno deciso infatti di devolvere il 10% della propria spesa in volo nella settimana da sabato 6 fino a domenica 14 aprile alla Croce Bianca di Milano. I piloti di aviazione generale e di aerei ultraleggeri avanzati, provenienti da altri aeroporti potranno inoltre atterrare sull’aeroporto di Bresso e contribuire alla raccolta benefica per tutta la giornata di sabato 6 aprile.

E’ la prima volta che affianchiamo un open day a un raduno di piloti e a una raccolta fondi per beneficienza– commenta l’avvocato Paolo Franzo, neo presidente dell’Aeroclub Milano. – Siamo certi che questa esperienza piacerà sia ai piloti che ai visitatori, che avranno modo di conoscere meglio il nostro storico sodalizio e vedere da vicino la nostra flotta di aerei”.

Dobbiamo coltivare la nostra passione e incentivare l’attività di volo sportiva senza dimenticarci di coloro che ogni giorno offrono il proprio tempo e la propria disponibilità come volontari per aiutare il prossimo. Per questo motivo abbiamo scelto come ente benefico a cui devolvere il nostro contributo la Croce Bianca di Milano“, aggiunge Luca Conedera rappresentante del volo a motore.

L’appuntamento con “Fly & Rescue Marathon” è per Sabato 6 Aprile 2013 presso l’aeroporto di Bresso, dalle ore 10.00 alle 18.00. Anche il pubblico potrà offrire il proprio contributo alla raccolta fondi con una prova di volo su un aereo da turismo.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria al numero 02.6101625 o visitare il sito www.aeroclubmilano.it